Arte e storia Le miniere di pirite di Gavorrano e Ravi

 

Le miniere di pirite di Gavorrano e Ravi

Le miniere di pirite di Gavorrano e Ravi, non sarebbero altro che onde superficiMinieraali di giacimenti smisurati collegati, per venature sotterranee, all’Isola d’Elba. Massa enorme di ferro poco sopra al magma dell’abisso infuocato e mobile. In alcuni canti popolari laggiù, nel centro della terra, viene localizzato il Purgatorio. Ancora il Purgatorio, quello dei minatori che scendevano centinaia di metri nel ventre di questo abisso. Scavano il loro futuro, scavavano quello che oggi è un Parco.

Nella primavera del 1898 l’allora cinquantenne Francesco Alberti, ex garibaldino di Gavorrano, che aveva qualche cognizione sulla natura della pirite grazie alla familiarità con il geologo e mineralogo di Massa Marittima Bernardino Lotti, aiutato da tre compaesani, aprì una galleria sul fianco ovest dello sperone roccioso su cui sorge il paese, proprio accanto alla fonte vecchia. Dopo aver lavorato per una decina di metri in uno strato superficiale di materiale ferroso detto anche “brucione” in rocce disfatte, gli improvvisati minatori penetrarono nella parte apicale del giacimento di minerale lucentissimo, cristallino e friabile che si prestava facilmente all’escavazione.
Inizia così la storia moderna di tutta un area e di migliaia di persone, un’epoca finita nel 1981.

Bacini delle miniereQui la miniera ha segnato l’intero territorio, ha occupato una dimensione vastissima di città-fabbrica, ha creato villaggi operai come Bagno di Gavorrano, Filare, Ravi Marchi, ha portato alla realizzazione di opere come le teleferiche che portavano la pirite fino al mare, i castelli dei pozzi, le monumentali discenderie, le gigantesche discariche che testimoniano delle diverse tecnologie di trattamento del minerale, le cave per le colmate delle gallerie.
I monumenti a tutto questo si chiamano Pozzo Roma (1917), il Pozzo Impero, il Pozzo Vittorio Veneto ed il Pozzo Valsecchi. I loro simboli sono i tralicci che segnano il paesaggio come simboli muti del lavoro. Oggi sono un’affascinante testimonianza di archeologia industriale.

 
»Escursionismo naturalistico »Siti di Importanza Comunitaria »Tabella dei sentieri
 
torna